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Rocio
Hoy, como todos los miercoles antes de pentecostes, ha partido hacia la aldea de Almonte la Hermandad del Rocio de Jerez de la Frontera. Dicen la gente del rocio que no hay Hermandad con más arte en el mundo que la Hermandad del Rocio de Jerez.
Hasta el Sábado no llegarán a los pies de la Virgen del Rocio. Les queda un duro caminar por las arenas del coto de Doñana. Y os puedo asegurar que en el sur de Andalucia ya es verano.
Una vez allí se reunen todas las hermandades que vienen de todas partes de España y del extranjero a esperar que salga en procesión la Virgen. Os aseguro que no habeis visto ni imaginado nada igual.
Si estais antento a la programación de onda jerez televisión en www.ondajerez.com podreis verlo el lunes16 de Mayo. y desde hoy todas las noches hay resumenes.
Viva la Virgen del Rocio.
Feria del Caballo
Jerez esta de fiesta.
Podeis verlo por la televisión local. Tiene una emisión online.
www.ondajerez.com
Pellegrinaggi senza Dio
Proponiamo una riflessione di Giorgio Bocca sui moderni pellegrinaggi
Pellegrinaggi senza Dio
Agosto dei pellegrinaggi senza Dio. Perché le televisioni dedicano ore alle interminabili code delle vacanze sulle autostrade? Non per informare, sono le stesse di tutti gli agosti e guardarle sugli schermi non serve a prevenirle o a scioglierle perché la formazione delle code dipende dalle quantità ma anche da misteriose concatenazioni. Le trasmettono per ore perché alla gente le processioni, i pellegrinaggi, piacciono da millenni: nelle memorie del sangue c'è quel rito collettivo della grande marcia, quell'invito non rinunciabile di "è l'ora di partire".
Le ragioni delle vacanze di massa nelle società industriali son note: chiudono le fabbriche e chiude tutto il resto, uffici, negozi, logistica. Nelle città restano solo i vecchi e i poveri e qualche snob che dirà di essersi divertito in quel deserto. Gli altri partono e che i loro viaggi sotto la calura o sotto la pioggia siano una necessità spesso sgradevole non è così facilmente e praticamente spiegabile: il fatto è che quello sgradevole, faticoso, pericoloso gli piace, si ricollega a tradizioni millenarie di processioni o di pellegrinaggi.
La fatica, il pericolo di "è l'ora di partire", fanno parte della loro storia: processioni e pellegrinaggi avevano come componente fondamentale la fatica. La ricerca del sacro, del miracolo doveva essere meritata. I santuari più desiderati erano quasi tutti in alta montagna, vicino ai valichi. Dalla valle di Gressoney la processione d'estate arrivava a Oropa con dieci-undici ore di marcia; quella di San Grato in Valghisenche arrivava al lago sotto il col di Mont; nel cunese il parroco di Dogoini guidava i suoi fedeli, anche donne e vecchi, a Sant' Anna di Vinadio. «Arrivavamo al buio», mi raccontava, «li mettevamo a dormire sotto i portici o sul pavimento della chiesa; io passavo fra di loro recitando il rosario e mi accorgevo dai tanti silenzi che si erano addormentati».
Dei pellegrinaggi e delle processioni sono rimasti negli esodi automobilistici antichi segni: la pazienza delle fatiche collettive, rari i litigi e le prepotenze dei traffici normali, scambi di doni, di aiuti, segni di festosità, i ragazzi che giocano a pallone fra le due pareti di auto ferme. C'erano nei pellegrinaggi e nelle processioni che restano nelle memorie del sangue la fatica, i pericoli superati dal numero di quanti camminavano assieme, ma anche l'attesa del sacro. Oggi questa attesa consiste nelle promesse della distanza, nel rimandare la terra promessa della vacanza oltre la fila lunga dei chilometri con i poliziotti della strada che roteano le palette quasi a dire avanti avanti che ci siete quasi, avanti che è dietro quella curva.
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Sulle rotte del rave
Un testo importante che indaga nuovi stili e nuove tendenze della cultura giovanile e dei nuovi comportamenti organici alla cultura neobarocca ci è sembrato quello di Pierfrancesco Pacoda, Sulle rotte del rave pubblicato nel 2002 da Feltrinelli. Un viaggio che segue le migrazioni internazionali delle tribù dance, tra i rave in India e i super club londinesi, gli eccessi di New York e le piacevolezze della Riviera romagnola. Pubblichiamo di seguito una presentazione del volume a cura di Antonio Cianciotta
Mescolanza degli stili, mutazioni nelle tendenze musicali contemporanee, nuovi orizzonti comunicativi, derive generazionali. Fenomeni di difficile interpretazione, per quanto ci si sforzi nel trovar parallelismi in stagioni passate, disamine appassionanti ed intricate, spaccati di vita giovanile, testimonianze d’oggi, sparse fra eccessi e disincanti. Pierfrancesco Pacoda, critico musicale e saggista, attento cultore delle evoluzioni della club culture, vicino per sensibilità alle inquietudini della strada, s’interroga in prima persona 'Sulle Rotte Del Rave', riportando le cronache di eventi, suoni e colori, fra piste sudate e locali alla moda, raccontando di isole perdute ma gravide di vita e decibel o di nervose periferie ai bordi delle metropoli. Un vero e proprio reportage sull’ultimissimo girovagare delle tribù della musica. Il dee jay solo apparentemente è il vero protagonista, scandendo tempi, modi e traiettorie di tali fenomeni. In realtà questa nuova figura d’artista è piuttosto un catalizzatore, che annoda i fili di un senso comunitario e di appartenenza, espresso dall’insieme dei sostenitori di queste scene. Stati d’animo, passioni musicali, preferenze estetiche e culturali, di ogni singolo, che si sintetizzano di colpo in stili di vita. Ibiza, Goa, Londra o Ayia Napa, San Paolo, India, Chicago o New York, molteplici le coordinate geografiche, i generi musicali esplorati (house, techno, tech-house, trance, goa, d’n’b, uk garage, chill out, asian beat, nu jazz, elettronica, miami bass), con la scelta di privilegiare i luoghi piuttosto che gli stili (ma tutto questo vive anche fra le quattro mura di una semplice cameretta). Un testo ben scritto ed interessante, nel quale ad un approccio sociologico insistito si preferisce un’analisi 'soft', tenendo la scrittura in equilibrio tra competenza musicale, informazione culturale e condivisa partecipazione.
La Settimana Santa di Taranto e i rave: due forme di conquista del territorio
E' dei giorni scorsi l'uscita in libreria di un bellissimo volume dal titolo Album italiano (Editori Laterza) a cura di Valerio Castronovo. Sembra fatto apposta per questo blog perche' anche questo volume raccoglie testi ed immagini su feste e riti, recenti e tradizionali, a carattere civile, religioso, pagano.
Molto coerenti e in linea con i temi sviluppati dal nostro blog le riflessioni sui riti della Settimana Santa a Taranto e quelle sui rave; insomma si allunga e rafforza il ponte tra modernita' e tradizione.
Di seguito alcuni passaggi importanti:
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Carmelo Bene tra barocco e neobarocco
Nell'ambito del progetto 'Atlante neobarocco' lunedì 6 dicembre 2004 si e' tenuto presso i Cantieri Koreja di Lecce un interessante incontro al quale hanno preso parte Piergiorgio Giacche', docente di Antropologia Culturale all'Università di Perugia e Presidente della Fondazione L'Immemoriale ed Enrico Ghezzi, critico cinematografico, guru della televisione e cultore delle immagini.
L'incontro e' stato preceduto dalla proiezione di Barocco Leccese e poi del film Hermitage di Carmelo Bene.
Presentiamo di seguito uno stralcio della discussione
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Il gesto e il sipario. La gestualità nell'iconografia barocca
Antonio Cassiano
A Lecce e nel Salento il barocco e' inteso come categoria che trascende il tempo e anche il mondo delle arti, passando dall'architettura e dalla scultura alla natura stessa degli abitanti, ai loro astuti ideali e gesticolamenti, alle morfologie e alle fisionomie che sembrano proporre maschere teatrali.
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Lo spazio sacro
Lecce, Chiesa di Santa Chiara.
Lo spazio interno e' orchestrato come un grande teatro.
Foto di Maurizio Buttazzo
Intervento del prof. Antonio Cassiano al Convegno Atlante Neobarocco, 26-27 novembre 2004, Siviglia
02. GLI ATTORI RECITANTI
Lecce, Chiesa di Santa Chiara, Sant'Antonio da Padova. L'accentuata bellezza e la dolcezza del santo serve ad accrescere il carisma dell'immagine.
03. GLI ATTORI RECITANTI
Lecce, Chiesa di Santa Chiara, Altare di San Francesco (partic.). L'atteggiamento languido ed estenuato di Santa Elisabetta rafforza il misticismo narrato dall'intera macchina d'altare.
04. LA PREDICA
Lecce, Chiesa di Santa Chiara, San Francesco Saverio. Superbamente colto nel gesto del muoversi, il santo predicatore interpreta tutta la veemenza e il fervore della sua fede.
05. L'ALTARE PROSCENIO
Lecce, Chiesa del Carmine. Le portelle dell'altare centrale fungono da entrata alla scena.
06. LA TRAGEDIA
Lecce, Basilica di Santa Croce, Altare di San Francesco di Paola. Formella.
07. IL BOCCASCENA
Lecce, Chiesa del Gesu'. Sul registro superiore, a dominare lo spazio scenico e gli attori recitanti, si apre il palco del regista.
L'atletica penitenziale all'origine della ritualita' Barocca in Terra d'Otranto: le processioni del venerdi' santo a Taranto e Gallipoli.
di
Brizia Minerva
Sintesi dell'intervento tenuto nel Convegno Atlante Neobarocco, Siviglia, 26-27 novembre 2004
Tra le forme di religiosita' dell'eta' barocca, quella che esprime compiutamente, (e almeno in Puglia continua a farlo ancora), tutta la sua carica ideologica e forza rappresentativa, e' la ritualita' penitenziale delle processioni,
foto Tatiana Gambetta
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Rappresentazione e propaganda
Sintesi dell'intervento di Antonio Cassiano al Convegno Atlante Neobarocco, Siviglia, 26-27 novembre 2004
LA PREDICA
Lecce, Chiesa di Santa Chiara, San Francesco Saverio. Superbamente colto nel gesto del muoversi, il santo predicatore interpreta tutta la veemenza e il fervore della sua fede (foto di Maurizio Bottazzo)
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Festa
foto Maurizio Bottazzo
...Le luminarie segnano i confini della piazza, e in mezzo, la cassa armonica di legno dipinto. Inviluppo puntinista delle lampadine, linee di colore, tempietto luminoso, sviluppo figurativo degli effimeri fuochi d'artificio,
memoria di una
festa di trionfo
Cira
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Jerez, Jerez y Jerez
Ya es Navidad en Jerez.
En todas las partes del mundo se vive y se siente la Navidad, de eso no me cabe la menor duda. Pero sí estoy seguro de que como se vive y se siente en Jerez no se vive ni se siente en ninguna otra parte del mundo.
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le parole affioranti
tra le tante parole prodotte in questo blog alcune stanno affiorando e le abbiamo rilevate
CLICCA qui a sinistra
al centro delle luminarie...
lo sguardo mistico
rincorrendo madonne e cristi per chiese e strade in una Siviglia affascinante, mistica (e per alcuni versi bigotta) quanto edonista, mi sovviene una citazione di Elias Canetti:
'le immagini sono reti.
Quel che vi appare è la pesca che rimane.'
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l'oro da ostentare e la pietra abitare
il profumo degli aranci è uno dei ricordi della giornata di studio a Olivares, stretti in quella sala del palazzo comunale, a due passi dalla chiesa che accoglie uno dei più ampi reliquari dell'universo cattolico.
E si, è di barocco, mistico ed sensuale al contempo,che si tratta.
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Il Talmud e Internet
nell'esperienza del diario di bordo on line s'invera il concetto di 'commentario', proprio del Talmud.
Il prisma di sguardi di cui abbiamo parlato più volte, un modo per coniugare pensiero ed azione.
Nel web il linguaggio agisce,come nell'oralità. Interviene sulle modalità della comunicazione, dinamica ed empatica.
Diviene un atto culturale che può incidere sui comportamenti di chi condivide quel luogo di confronto.
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la prima mappa ipertestuale
il convegno di siviglia
inizia domani, il 26 novembre
e continua il giorno dopo
qui sotto trovi il programma
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Un cattolicesimo post-moderno
di Wanda Marra
Nel libro 'Internet e la Madonna. Sul visionarismo religioso in Rete', Paolo Apolito analizza le trasformazioni introdotte dalla tecnologia nella religione
Internet e la Madonna, tecnologia e spiritualita', media e misticismo: a uno sguardo superficiale sembrano universi lontanissimi, tra i quali e' difficile immaginare qualche pur labile collegamento. Eppure non e' cosi'. La tecnologia, infatti, rendendo compatibili tra loro procedure razionali del pensiero e fenomeni arcaici, sta trasformando in maniera sostanziale la religione cattolica: e' questa la tesi di fondo affascinante e innovativa sostenuta da Paolo Apolito, docente di Antropologia culturale nelle Università di Salerno e Roma Tre, nel suo libro Internet e la Madonna. Sul visionarismo religioso in Rete (Feltrinelli 2002).
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Nell'era tecnologica, un sacro senza trascendenza
Intervista all'antropologo Paolo Apolito
di Wanda Marra
Nel suo libro, lei afferma che la tecnologia opera un reincantamento del mondo, ma contemporaneamente contribuisce allo snaturamento del sacro. Ci puo' spiegare meglio qual e' il motivo di questo processo? E che tipo di sacro e' quello dell'era di Internet?
Le ragioni dello snaturamento dipendono dal fatto che il sacro tecnologico (nel caso della mia ricerca il visionarismo tecnologizzato) soltanto nominalmente si riferisce a qualcosa che sia in qualche modo inattingibile. L'uso degli strumenti tecnologici per accedere alle figure sacrali, alla dimensione sacrale, non e' diverso dall'uso di questi strumenti per accedere a realta' geograficamente o temporalmente lontane, ma ricostruibili nella finzione letteraria o artistica: il che significa che questo sacro tecnologico perde la dimensione della trascendenza.
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La Gloria o la Muerte.
En una ocasion un gran matador de toros le dijo a su alumno en un tentadero: ¿Qué ves ahí? Señalando la cara del toro. El alumno contestó: un buen toro para torear. El maestro aseveró 'ahí está tu futuro, tu gloria, tu cortijo, tus coches, todo eso está en cinco minutos que es lo que dura la faena delante de la cara del toro.
Esta anécdota no tiene sentido si no viéramos lo que hay detrás de un sentimiento, el sentimiento del arte de torear. En el toreo hay tres componentes básicos: toro, torero y el respetable.
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le 10 parole chiave
mutazione
memoria
tradizione
tradimento
alterità
corpo
genius loci
festa
effimero
sacro
seguono i testi dei pop-up (finestre)
da aprire su alcune di queste
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Aspetti della ceramica barocca grottagliese
Nella produzione ceramica grottagliese del XVIII secolo, e' evidente una duplice scelta tipologica: da una parte la ceramica rustica detta anche atre capasonara. E dall'altra la ceramica faenzara, di stampo signorile. La prima si riferisce a manufatti d'uso per la quotidianita', realizzati o con terrecotte completamente grezze, prive di rivestimento, oppure oggetti ingobbiati e rivestiti da invetriatura piombifera trasparente, colorata con ossidi metallici in giallo miele e verde rame.
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LA PASSIONE A TARANTO: un'identità irrinunciabile!
Fanatici, esibizionisti, esaltati, feticisti, protagonisti, queste alcune delle accuse rivolte a quanti, da oltre due secoli e forse più, partecipano ai riti della Settimana Santa tarantina. Offese ed ingiurie mosse senza la minima riflessione con la massima disinvoltura. Ci credete? Ma tutti coloro che cosi' apostrofano i quasi trecento confratelli che compongono le processioni e le teorie di 'coppie di penitenti' del Giovedi', Venerdi' e Sabato Santo, sono tutti li'! Li', insieme alla sterminata folla di fedeli che con profonda commozione e partecipazione assistono e vivono le tradizioni pasquali taratine.
[segue...]
La città del sogno -Claudia. di Nico Barletti
A proposito di feste e santi, invio con piacere un capitolo del mio libro di recente pubblicazione 'Vita felice di un pesce rosso'(edizioni Piero Manni 2004).
Nico Barletti, architetto e scrittore
Capitolo sesto
( La citta' del sogno- Claudia )
Mentre Claudia digitava meccanicamente il nickname,
comparivano nella finestrella a quadretti le lettere 'B.L.U.E.
P.R.I.N.C.E.S.S.'.
Lo schermo del computer inizio' una nuova serie di configurazioni, indotte da un distratto clic su uno dei banners: comparvero a cascata mondi disponibili alla penetrazione. Una serie interminabile di mutazioni a grappolo, quasi una sequenza di fuochi d'artificio in una festa di paese, senza il crepitio degli scoppi, in successione slittata di un delta appena percepibile (i colori luminosi li vedi esplodere, il loro rumore non ce la fa nella gara con la luce: arriva sempre in ritardo; i suoni delle cose accompagnano la loro materia, la luce sfugge loro, altra e distante).
Claudia adesso li vedeva, quei fuochi.
E ricordava.
[segue...]
La cucina tra liturgia e democrazia
Bellissimo il testo di Montalban che vi proponiamo dove il rituale gastronomico, analizzato nelle diverse fasi storiche, si riprende prepotentemente la sua valenza sociale, comunicativa e partecipativa.
Montalban rilancia domande importanti sul destino della nostra civiltà dibattuta tra fenomeni di hamburgherizzazione e nuove sfide creative.
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tradizione/tradimento
L'etimologia della parola TRADIZIONE
è interessante: deriva da
tradigione,
che significa
tradizione
che, a sua volta, proviene da
tradire,
dal latino
tradere,
che significa
dare, consegnare, mettere in mano.
in questo
passo del blog in cui si parla della Notte della Taranta di Melpigano (l'epicentro delle politiche culturali salentine e non solo) emergono dati interessanti
un altro
punto caldo del blog su questo tema
che come accade nell'ipertestualità del blog
si raccorda alla contraddizione identita'/alterita'
effimero
è nell'essenza del concetto di barocco
allora e oggi
qui in questo
passo del blog se ne parla
a proposito della Notte della Taranta
corpo
rilanciamo il concetto di 'corpo glorioso' di Artaud
ecco una sua citazione illuminante
'Lo spirito può una cosa,
l`anima un`altra,
il cuore un`altra ancora
la coscienza un`altra e un`altra.
Solo il corpo umano può tutto.'
nel blog trovi un passaggio esemplare sul
'corpus'
in una citazione di Nancy
e se si agganciasse alla parola corpo anche quella di cibo?
qui se ne parla a proposito del Pasto della Tarantula
uno degli eventi-chiave di Atlante Neobarocco
e anche
qui
e
qui
e anche
qui
La processione dei Misteri a Taranto
La processione dei Misteri si celebra a Taranto dal 1765 a cura della confraternita del Carmine e con la partecipazione del clero. Esce dalla chiesa del Carmine nel tardo pomeriggio del Venerdi' Santo e vi rientra al mattino seguente. Come quella dell'Addolorata, e' aperta dal trucculande che veste l'abito dei perdne. Seguono, nell'ordine, il gonfalone della confraternita, la Croce dei Misteri con i simboli della Passione, le statue dei Misteri in cartapesta che riproducono episodi della Via Crucis: Cristo all'orto, la Colonna, Ecce Homo, la Cascata o caduta sotto la croce, Cristo Crocifisso, la Croce con la Sacra Sindone, Cristo Morto, l'Addolorata. I simboli e le statue sono portati da perdune coronati di spine e a viso scoperto.
Intervento raccolto da Cira Santoro sul sito
[segue...]
parole concatenate: rito ,sacro, alterità
in questo lavoro di ricomposizione propongo di procedere in questo modo
parola per parola
individuamo un pensiero e/o una citazione
o frammenti del blog
a cui aggiungere dei link o alle parti di blog interessate dalla questione o a altre risorse on line
propongo qui questo testo riguardo alla parola
ALTERITA'
'Uscire dallo spazio che su di noi hanno incurvato secoli e secoli è l'atto più bello che si possa compiere.
Quasi nemmeno ci rendiamo conto delle nostre tacite obbedienze e automatiche sottomissioni, ma ce le posso svelare -dandoci un orrore salutare - i momenti di spassionata osservazione, quando scatta il dono di chiaroveggenza e libertà e al di là dei recinti dove si sta rinchiusi si spalanca l'immensa distesa del possibile.'
Elémire Zolla in 'Uscite dal Mondo', Adelphi 1992
tra i link da inserire indicherei questo
internet e la madonna
che ritroveremo anche linkato da altre parole
come RITO e SACRO
si procede?
ricapitolando
credo sia giunto il momento di ricapitolare l'esperienza del blog di questo Atlante Neobarocco
anche in vista del convegno che si svolgerà tra qualche giorno a Siviglia sull'intero contesto del progetto europeo
riprendo quindi l'invito che avevo già lanciato
raccogliamo le parole chiave emerse in questo blog-diario dell'esperienza in progress
ognuna di queste parole troverà nel web una sua finestra con degli approfondimenti e dei link
partiamo da qui per mettere e togliere le parole che troviamo opportune
il blog ci servirà per questo lavoro di ricomposizione
ecco quelle che propongo
la questione è aperta ad ogni altra proposta
mutazione
memoria
tradizione
tradimento
rito
alterità
corpo
forma
genius Loci
festa
effimero
successo
sacro
anzi ora che ci penso
portiamole a 10
solo 10
inizio io qui nel commento a proporre un'accorpamento ( si alcune ne contengono altre...)
carloi
Internet, la Madonna e Paolo Apolito
Sul rapporto fra santi, feste, credenze e riti si è molto orientata la ricerca di Paolo Apolito, docente di Antropologia all’Università di Salerno. Una delle sue pubblicazioni di successo ha per titolo Internet e la Madonna che consigliamo di leggere ai bloggers di Atlante neobarocco.
Pubblichiamo alcune presentazioni del volume
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Neobarocco in Bulgaria
Sintesi dell'intervento tenuto da Iskra Nikolova al convegno Atlante Neobarocco, Siviglia, 26 -27 novembre 2004
The Bulgarian research team on the Neo-Baroque project has conducted several brainstorm sessions and discussions to determine the scope, subject matter, structure and design of the Neo-Baroque website (Bg). Also, each of the members of the team has started collecting relevant materials, texts, photographs, music, etc.
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Prima della processione, in chiesa...
foto Tatiana Gambetta
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Frammenti di Semana Santa
Vi propongo alcune foto della Semana Santa andalusa fotografata da Tatiana Gambetta per il progetto finanziato da Bologna 2000 "Culture a confronto".
Continuano i giochi di memoria
Cira
giochi di memoria
Intanto continuo ad approfittare di questo blog per dare seguito alle mie memorie sivigliane, dove la semana santa si intrecciava -nella memoria- a un venerdì santo salentino, una Virgen Macarena negava l'essenza piu' profonda dell'Addolorata, i fiumi di birra che seguivano i pasos, allontanavano lo strazio del canto dei Misteri a Grottaglie...giochi di memoria, appunto
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giochi di identità
Bello il racconto emozionale della Semana santa dal punto di vista dei costaleros e dei devoti della Virgen! In una lettura organica, l'attaccamento a questo tipo di tradizione sembra essere diventata patrimonio identitario forte, entro cui si riconosce non solo la famiglia, ma una comunità di quartiere, che attraverso l'appartenenza alla confraternita definisce i propri confini e disegna un perfetto senso del se' e dell'altro. Mi sembra un elemento di riflessione interessante per chi in questo momento, sta cercando di definire una possibile identità salentina...
Cira
._____________[04-11 17:19]
Bajo Palio.
SIntesi dell'intervento tenuto da Alejandro Sanchez al convegno Atlante Neobarocco, Siviglia, 26 - 27 novembre 2004
Volveré, juro que volveré cada Domingo de Ramos a buscarte a tu pata, a preguntarte como vas, aunque ninguno de los dos estemos debajo, porque tu alma siempre irá en la pata, tu mirada es un retrato, que se grabó a fuego en oro, en la sexta de los malos ratos. Porque no volverá a haber nadie como tú, habría que fabricarlo, y lo que jamás fabricaría un cincel, ni aunque Ortega Bru lo tuviera en sus manos, es el corazón de un ángel, que bajó hace quince años, para llenar de gloria bendita las trabajaderas de este paso.
Alejandro Sánchez.
Virtù eroiche dei santi
A proposito di santi vi segnalo "Santi barocchi", un libro bello ed interessante di Jean-Michel Salmann pubblicato nel 1994 da Argo editore.
Salmann sostiene che i santi nella cultura barocca raccolgono quel bisogno collettivo di protezione che si traduce in un universo di pratiche e tecniche devozionali.
Segnalo alcuni suoi passaggi davvero illuminanti:
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La Pasión de Andalucía.
Sintesi dell'intervento tenuto da David Rubio al Convegno Atlante Neobarocco, Siviglia, 26-27 novembre 2004
Que Andalucía tiene una manera diferente de entender y de vivir la vida es bien sabido por todos.
Sus ferias y fiestas, su Semana Santa, el cante y el baile flamenco, son claros ejemplos de hasta donde puede llegar la pasión con la que un Andaluz siente lo suyo.
Pero es en la Semana Santa donde se mezcla esta pasión con la devoción y donde parece que el tiempo se ha detenido, donde se repite el mismo ritual solemne y la misma pompa barroca como en el temprano siglo XVII.
Transcribo la carta de un costalero a un amigo explicandole como él siente y vive la Semana Santa debajo de un Paso de Palio portando sobre sus hombros a la Virgen de la Paz en su Mayor Aflicción.
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Baroque Musictheater in between Pop Culture and Historical Performance Practice
Sintesi dell'intervento tenuto da Michael Malkiewicz, al convegno Atlante Neobarocco, Siviglia 26 -27 novembre 2004
On 1st of February 2004, Janet Jackson was singing together with Justin Timberlake at the Super Bowl halftime show in Houston, Texas. At the end of their duet, singer Justin Timberlake snatched off a part of Jackson's bustier on stage, revealing one of her breasts. Although this scene was performed as if it would have been an incident, the complete revealing was 'of course' perfectely planned. At least, the incident, for which Janet Jackson had to apologize next day,was succsessful.
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Ehrenpforten und Trionfi im Erzbistum Salzburg zur Barockzeit
Sintesi dell'intervento tenuto da Barbara Lepshi al convegno Atlante Neobarocco, Siviglia, 26 -27 novembre 2004
Die Idee des Triumphes, welche die Renaissance ebenso wie die Barockzeit durchzieht, läßt sich auf zwei Vorstellungsbereiche zurückführen: Der erste liegt in der abendländischen Kirche, wo der Sieg der Tugenden über die Laster, der Sieg des Geistigen also durch den Begriff des Triumphes dargestellt wird.
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PAROLE E VISIONI SUI SENTIERI DEI SANTI
Ho scritto tanto, riempito pagine intere di parole, giorno dopo giorno: ogni cosa che mi veniva detta; ogni indicazione che cercavo di tradurre in suggestione; gesti da “tenere” schematizzati in lettere su pagine bianche; frasi che sino al giorno prima avevano fatto parte del mio quotidiano messe su fogli, pronte per assumere la nuova identità di “battute”.
Io sono fatta così…conservo le parole!
È come se la mia mente sentisse l’esigenza del “bianco su nero”.
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Input illustri
Cari amici blogisti,
vi sottopongo ancora qualche citazione illustre sul tema “Santi e Salento” nella speranza che le parole di ammiratori instancabili della nostra terra come Bello e Brandi ci aiutino a capire qualcosa in più della nostra identità o delle nostre identità.
Buon viaggio anche a voi
Franco Ungaro
Pellegrino di Puglia
“La Puglia è un meraviglioso, austero, paese arcaico. L’unico dove si assiste ancora allo spettacolo incontaminato, e per interminabili distese, di una flora anteriore alla calata degli indo-europei: solo ulivi e viti, viti e ulivi, le piante che nel nome, tenacemente conservato e trasmesso, rivelano ancora di essere state trovate sul posto dagli invasori ariani”
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Santi e Salento
Il fatto e' che in Salento si va per scelta o per emergenza. Non vi si transita. Avendo oltre i propri mari due continenti in tumulto, questa terra vorrebbe essere ponte, ma rischia di diventare frontiera politica, economica, religiosa. Intanto resta un limbo neutro, penalizzato: costretto in un abnorme terziario, aperto semmai a un turismo d'élite, può esibire soltanto la sua nuda e rapinosa terrestrita', la sua storia negata, la sua arte negletta, le sky-lines dei suoi antichi borghi come protoscienza del territorio, le radici delle lingue come significante retaggio, l'antropologia umana e culturale come naturale inclinazione all'amabilita' e al gusto della conoscenza e della scoperta, le strutture mentali come sorgenti della vocazione all'intrapresa e alla creativita'.
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pizzica come flamenco
A proposito di allargamento dello sguardo, vorrei raccontare il mio incontro con la Spagna, dove ho avuto la fortuna di vivere due anni a stretto contatto col mondo del teatro e il flamenco sivigliano. Nulla di piu' Neobarocco. E non parlo delle intenzioni. Parlo della forma e della sostanza, della commistione di madonne e gitani flamenchi nelle processioni della Settimana Santa, di amalgama tra rivendicazioni di ispirazione marxista e rituali di ascedenza controriformista nel teatro di Salvador Tavora, di mediazione tra flamenco "puro" e industria di trajes (vestiti), zapatos (scarpe) e accessori, globalizzata e in continua espansione.
[segue...]
allarghiamo lo sguardo
Il dibattito sull'atlante neobarocco si sta sviuppando intorno ai temi della salentinita' (vera o presunta?) e della pizzica, lasciando l'Europa - che apparterrebbe di diritto al progetto - fuori da dalle proprie mura. Attenzione amici! Vi invito ad allargare lo sguardo altrove, a fare riferimento ad esperienze altre, ad usare nuove lingue oltre che nuovi linguaggi, ad invitare sguardi "stranieri" e "straniati" a commento delle parole chiave e dei temi proposti.
Cira
buon diario
grazie a cecilia
riaffiorano le tracce dell'atelier teatrale inscritto in questo progetto europeo.
Si spera che qualcun altro tiri fuori dal cassetto qualche pagina del proprio diario personale,
per tradurre qui nel web un po' di questa esperienza di ricerca.
una piccola avvertenza:
a posto degli apostrofi, virgolette e accentate usate il carattere che in molte tastiere trovate sotto l'interrogativo.
buon lavoro:buon diario
l'atelier teatrale visto da cecilia
Ci muoviamo in un ambiente ambiguo, un cielo asettico e simbolico, forse un ospedale.
Di certo sappiamo che siamo nel reparto Barocco.
Due pazienti: un personaggio di finzione ed un letterato di professione morto nel XVII secolo. Le loro esistenze dipendono dai libri, testimonianza del loro passaggio sulla terra.
Tre donne: due muse ed una dea, due infermiere ed una dottoressa,proteggono l'ambiente e controllano i pazienti.
[segue...]
genius loci
ecco la citazione di un pensatore salentino del secolo scorso,
utile da inserire nella finestra inerente quella parola chiave appena comporremo la pagina web delle Parole Emerse
La convergenza delle culture,
la pluralità delle lingue,
l'incontro e la fusione delle razze,
amalgamati dalla vivacità del genius loci
e del clima mediterraneo produssero interessanti fenomeni di civiltà:
una rilevante mediazione ed una osmosi culturale tra oriente e occidente,
molto più profonda degli scambi economici che si svolgevano negli scali di questa terra, che è tutta un vasto porto verso l'Oriente.
Cosimo De Giorgi
in quella finestra inserirei anche
questo link
a un progetto promosso dal DAMS-Salento
carloi
raccolta delle parole chiave
raccogliamo le parole chiave emerse in questo blog-diario dell'esperienza in progress
ognuna di queste parole troverà nel web una sua finestra con degli approfondimenti e dei link
mutazione
memoria
tradizione
tradimento
rito
alterità
corpo
forma
genius Loci
festa
effimero
successo
ognuna di queste è ancorata dentro il blog
un lavoro sarà quello di andarle a pescare...
come risulta qui sotto
su
successo e altre parole-chiave
identità e alterità
tra le parole chiave che stanno emergendo in questa atlante
spicca quella di alterità
fulcro del concetto di barocco
e x altri versi attraversa il dibattito che s'e' sviluppato sulla salentinita'
non solo x le pratiche dell'eccesso (la pacifica trance della pizzica d'ordinanza estiva... no, non penso a melpignano...)
ma x quelle che riguardano
il senso bloccato dell'identita' come appartenza ad un ceppo etnico ben connotato
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non luoghi e non-luoghi
colgo al volo l'opportunità data dall'intervento sul non-luogo
(termine preso da Marc Augè x sostenere delle idee decisamente in contrasto con il sociologo francese che defisce non-luoghi gli aereoporti, gli ipermercati e certi parchi a tema come quelli giapponesi... altro che salento così denso di valore antropico...)
per dare 2 indicazioni sugli interventi da pubblicare qui nel blog
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IL SALENTO OVVERO UN NON LUOGO
Il Salento, ovvero la penisola salentina, sub regione meridionale della Puglia comprendente le province di Lecce, Taranto e Brindisi, le cui coste sono bagnate ad Ovest dall’alto Ionio ed ad Est dal basso Adriatico. Territorio per lo più pianneggiante se si escutono dei modestissimi rilievi presenti fra la parte settentrionale delle province di Brindisi e Taranto. Territorio strutturalmente arido ed esposto per sua natura ai venti come in passato e nel presente esposto al passo di genti in fuga o di armigeri diretti verso mete lontane. “Il Salento terra di venti e di genti, terra di passo” come ebbe a dire in sua pubblicazione Carmelo Bene, il quale fuggì dai suoi ameni campi salentini per poi e solo poi ritornarci grande ed affermato artista immortale.
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La cucina barocca
Venerdì 10 settembre ho assistito al grande, se pur breve, spettacolo di Koreja "Il pasto della tarantola". nella storia delle rappresentazioni teatrali a cui IO ho assistito non ho mai visto trattare così bene il cibo. sono riusciti anche a falro recitare con pari dignità degli attori. alcuni moderni estimatori del vino diranno che è pericoloso mettere insieme vino e aceto, dite loro che il Grande Artusi faceva passare le carni importanti da cacciagione prima dall'aceto e poi dal vino.
Approfitto della vostra disponibilità pr inviarvi un mio testo sulla cucina barocca.
Pino Sansò
Territorio Barocco
Attraversando la Puglia per arrivare nel Salento percorrerete una terra fra due mari: lo Ionio
e l’Adriatico. Messapia la chiamarono per questa posizione geografica.
Territorio Barocco. Stupisce infatti l'architettura: delle campagne, dei trulli, dei muri a
secco, dei luoghi di culto, dei palazzi ; sbalordisce la cucina, al pari Barocca.
Nell’età minoica gli abitanti di questo territorio vivevano di caccia, allevando ovini, coltivavano la pianta dell’ulivo, della stessa 'stirpe arborea' della ghianda ,
della vallonea, del rovere, ricavandone olio di grande qualità e quantita' ,nell'ottocento per l'industria ,( olio lampante), ricavavano anche il tannino una sorta di acido
indispensabile per la concia delle pelli.
Coltivavano il frumento del grano, dell’orzo, dell’avena , del miglio, e la vite .
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il teatro in bocca
nel parlo sul mio
blog
insieme ad altro ancora
e poi in questo link trovi il
il programma di Atlante Neobarocco
Cibo è teatro
"La taranta è al centro dello spettacolo" dice Vale Greco.
"Giocare il teatro come dispositivo libidinale x sollecitare sensorialità e partecipazione" dice Carlo.
In realtà siam partiti dal cibo prima ancora che dal teatro o dalla taranta. In una civiltà (quella occidentale) sull'orlo del tracollo (dei valori e delle risposte che dà ai bisogni della gente), molta gente si aggrappa al cibo come rifugio salvifico, oasi dove ritrovare il perduto benessere.
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"Il pasto della tarantola"
Ieri ho assistito a Grottaglie nel Castello Episcopio a "Il pasto della tarantola", un spettacolo a cura dei Cantieri teatrali koreja(Lecce)per la regia di Silvio Panini e Paolo Pagliani. La performance teatrale può essere definita alquanto singolare per aver unito cultura , sapori e tecnologia. La taranta è al centro dello spettacolo, simbolo di una tradizione prettamente salentina, che ha ancora oggi molto da raccontare.
Lo spettacolo ha inizio con le attrici-cameriere che porgono allo spettatore delle cuffie per poter ascoltare musiche popolari e al suono di questi ritmi degustare piatti e vino tipici.Un grande schermo al plasma crea una suggestione surreale duplicando le attrici. Nell'insieme lo spettacolo dà vita ad un connubio abbastanza insolito tra teartro vivande e tecnologia, insomma un teatro che vive, che pulsa ,che pare ci dica "gustatemi" nel senso letterario del termine,e i nostri sensi ne restano completamente coinvolti,dalla vista all'udito al tatto al gusto all'olfatto....
Vale Greco
L'eta' del neobarocco
Il neobarocco e' semplicemente un'aria del tempo che pervade molti fenomeni culturali di oggi in tutti i campi del sapere rendendoli familiari gli uni agli altri, e che al tempo stesso li fa differire da tutti gli altri fenomeni di cultura di un passato più o meno recente.
Omar Calabrese, L' eta' neobarocca
corpus
Il corpo non e' ne' sostanza, ne' fenomeno, ne' carne, ne' significato.
I corpi sono sempre sul punto di partire, nell'imminenza di un movimento, di una caduta, di un allontanamento, di una dislocazione.
Che cos'e' infatti una partenza, anche la più semplice, se non quell'istante in cui un certo corpo non e' piu' la', proprio qui dov'era.
Quell'istante in cui un certo corpo fa posto soltanto a quell'apertura dello spaziamento che esso è.
Jean Luc Nancy, Corpus
Spazio sociale pubblico
Il Barocco non è uno stile o una moda, ne' puo' limitarsi ad un modo di 'vedere' di un'epoca. Il Barocco non rimanda ad una essenza ma piuttosto ad una funzione, ad un tratto. Non smette mai di fare pieghe... Il suo tratto distintivo è la piega che si prolunga all'infinito.
Il Barocco inventa l'opera o l'operazione infinita... quel 'gioco ad incastro' in cui tutte le arti si incontrano in un'unica arte...
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il prisma dei punti di vista
si, punti di vista
( e non 'punti di vita' come amo definire l'approccio vitale che sottende lo sguardo teatrale e multimediale)
punti di vista xke' trasportano visione,
anzi proiezione di se',
di cio'che si vuole-che si sa-che s'intende far intendere
la notte della taranta s'è rivelata
come immginavo e auspicavo
un catalizzatore di contraddizioni
rappresenta x molti versi il coacervo delle domande sul neobarocco che stiamo iniziando a porci.
leggo e penso che in quello che è successo a melpignano (sono anni che ne seguo la genesi)
ci sia uno dei punti cardine delle politiche culturali salentine ( e non solo...)
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La notte delle domande
La mia Notte della Taranta si è riempita di emozioni forti ma anche di pensieri inquieti, di ritmi che mi prendono e di dubbi che invece non se ne vogliono andare, di domande refrattarie a sciogliersi al suono dei tamburellisti neanche fossero più vischiose del veleno del ragno. Notte strana, spesa ad intrecciare piani e livelli, passata a guardare la musica e ad ascoltare la folla, in cerca di un senso. Una notte che non può essere raccontata sul filo delle sicurezze, e semmai deve narrarsi seguendo l'onda frastagliata delle incertezze.
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Il dibattito sui giornali
E' interessante cogliere alcuni aspetti del dibattito che La Notte della taranta ha scatenato
ecco un articolo di Luigi A. Santoro pubblicato sul Quotidiano di Lecce
S'apre con una citazione che fa riflettere
A quale dunque dei vostri spettatori
dovete dar retta, attori? Io vi propongo:
allo scontento.
(B. Brecht)
Possiamo stare tranquilli: La notte della taranta, edizione 2004, è stata un grande successo. La TV l'ha predetto e i giornali l'hanno certificato. Tutto bellissimo: cantanti, musicisti, organizzatori, pubblico. I cronisti lo ripetevano e costringevano gli ospiti a confermarlo: evento straordinario, quanto siamo belli, quanto siamo bravi, quanto siamo numerosi, quanto siamo salentini! Ministri, presidenti, deputati, assessori, sindaci, giornalisti, ancor prima che iniziasse il concertone, avevano decretato il successo della kermesse melpignanese. Un coro di consensi. Se li avessero intervistati dopo le tre, di sicuro avrebbero ripetuto: bellissimi, bravissimi, tantissimi.
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LA NOTTE DELLA TARANTA ( Melpignano 21/08/2004)
In una tipica giornata salentina, con sole afa e terra spaccata, la città di Melpignano si preparava ad accogliere l'evento più importante di tutto il Salento: la serata conclusiva di un percorso itinerante durato 15 giorni in tutti i comuni della Grecìa Salentina: "La notte della Taranta".
In questa serata il sud si riappopria di se stesso, della sua storia della sua gente che ritorna, della sua ricchezza. Sin dalle prime ore del pomeriggio un orecchio ben attento poteva cominciare ad udire il tumulto della terra che veniva portato alla luce dall'orchestra popolare che cominciava le prove.
Alle 19 c'è il primo grande evento ci sono Giovanni Lindo Ferretti e i partecipanti del "suo" laboratorio che da sopra un carretto trainato da un mulo declamando versi da loro composti chiamano tutti a raccolta per una processione tra le vie del paese, che condurra la gente nella piazza dove inizierà il concerto.
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Barocco e Salento
Il Barocco inventa l'opera o meglio l'operazione infinita…. Quel "gioco ad incastro" in cui tutte le arti si icontrano in un'unica arte.Mi viene in mente Gadda che in un’appendice al romanzo "Cognizione del dolore" precisava che "il barocco e il grottesco albergano già nelle cose, nelle singole trovate di una fenomenologia a noi esterna"; quindi bisognerebbe affermare che il barocco è il mondo, come una categoria di pensiero. Qui da noi, nel Salento il Barocco viene vissuto non solo come estetica dello sguardo delle architetture,tra l'altro molto affascinati, ma anche come percezione di qualcosa che va oltre il reale basti ricordare le esperienze delle tarantate che con i loro lamenti e movimenti frenetici, al ritmo di tamburelli e violini, esplorano la possibilità di avvicinarsi verso nuove dimensioni fisiche e psichiche , sperimentando ciò che vuol dire alterità o metamorfosi, dato che loro sono il ragno che le ha punte.Tutto diventa un grosso palcoscenico dove il pubblico non è solo spettatore, ma partecipa attivamente ad un rito collettivo che si ripete ogni anno alla fine di Giugno nella città di Galatina. Il Barocco è il secolo del teatro , della festa pubblica.
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la notte della taranta del secolo scorso
da altre latitudini
lontane tutte a nord
dalla parte opposta del salento
dalla valle d'aosta ( e meglio ancora dalla valtournenche...quella sotto il Cervino)
scrivo qui appena tornato a casa, a valle, a torino
e vado sul web x vedere come scorre il blog: poca roba... qualche commento...
ma qualcosa arriverà ne sono certo
nel frattempo ripesco dal mio hardisk un articolo che scrissi sulla notte della taranta del 99
un'edizione del secolo scorso
LO PUBBLICO QUI SOTTO,clicca su SEGUE!
e ritrovo dei ragionamenti ad hoc (e nomi che non c'entrano + niente) sui quali varrebbe la pena ragionare
come quello di espansione della coscienza...
che mi ricorda Timothy Leary (quello della Beat Generation)
e riguarda anche la politica
passando per la musica...
carlo i.
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multitask force a melpignano
una multitask-foce composta da alcuni studenti dello STAMMS dell'Università di Lecce seguirà La Notte della Taranta: uno dei momenti cruciali in un Salento che s'interroga su come coniugare le tradizioni dell'alterità musicale mediterranea con la contemporaneita'
qui trovi il
link all'evento
Memoria come ars combinatoria
Il Barocco si realizza come l'ultimo stile unitario europeo, pur con le differenze nelle singole letterature, nello sperimentalismo del linguaggio e nella retorica, concependo la forma come una possibilità "aperta" e libera. L'arte dà corpo all'Infinito e alla ricerca di esso attraverso il principio della meraviglia, l'uso della metafora e del simbolo, l'illusione del sogno e la prospettiva della metamorfosi universale della realtà.
Preliminary meeting
L'incontro iniziale non poteva nascere sotto migliori auspici: le bellissime montagne intorno a Salisburgo hanno fatto da cornice alla definizione degli accordi tra i partners e hanno contribuito a creare un clima disteso che fa prevedere una buona riuscita del progetto.
Intorno al tavolo si sono incontrati Anna e Silvana dei Cantieri Teatrali Koreja di Lecce, Cira e Clara della Compagnia Teatrale Crest di Taranto, Albert, Sandra e Joseph della Compagnia Teatrale Ensemble 3 di Salisburgo, Javier dell'Associazione Culturale Senda di Jerez de la Frontera e Nevena dell'Associazione Bulart di Sofia.
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Appunti di uno spettatore a Genius Loci di Galatina
Michele Sambin: Teatro, suoni e immagini
Michele Sambin, qui in Puglia abbiamo avuto modo di conoscerlo pochi mesi prima della manifestazione 'Genius Loci': 'le Donne che fecero ballare Dio' trascorsa nella settimana dal 21 al 27 di Giugno a Galatina. In quell'occasione era ospite della città di Lecce che lo ha accolto aprendogli le porte del conservatorio 'Tito Schipa' e li abbiamo potuto apprezzare le sue qualità sia di musicista che di attento sperimentatore di nuove forme di comunicazione tecnica e tecnologica sempre teso alla ricerca del nuovo e dell'inesplorato senza mai perdere di vista ciò che significa Arte. Ma adesso voglio raccontarvi dello spettacolo che ha concluso questa manifestazione sul tarantismo.
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lungo le tracce del neobarocco
intorno ad un'idea
partiamo per un percorso
per rilevare delle tracce,
indizi, segni...
e iniziamo ad individuare degli eventi dove si sono catalizzate delle energie performative
capaci di far emergere delle situazioni peculiari
il teatro dopotutto è capace di far questo
inizio con un riferimento al progetto
'genius loci' che si è svolto a Galatina,
l'epicentro salentino del tarantismo...
un buon spunto di riflessione per una delle nostre parole chiavi:
alterità