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Memoria come ars combinatoria
Il Barocco si realizza come l'ultimo stile unitario europeo, pur con le differenze nelle singole letterature, nello sperimentalismo del linguaggio e nella retorica, concependo la forma come una possibilità "aperta" e libera. L'arte dà corpo all'Infinito e alla ricerca di esso attraverso il principio della meraviglia, l'uso della metafora e del simbolo, l'illusione del sogno e la prospettiva della metamorfosi universale della realtà.
. _________[04-08 23:44]
potrebbero spalancarsi qui le finestre delle riflessioni incrociate sulla 'nostra' idea di barocco
al di la' delle filologie e delle rigorose epistemologie
un primo pensiero, di getto
(secondo lo spirito del blog...)
penso alla combinazione (ars combinatoria!) della parola Barocco con la parola Effimero
e penso a come alla fine degli anni settanta a Roma
un fulgido assessore alla cultura (Renato Nicolini) inventando l'Estate Romana inaugurò le stagioni dell'iniziativa culturale diffusa
esterna alle istituzioni deputate
si mise in circolo energia partecipativa
ludica e interattiva
nella città
riscoprendone il valore di libero campo di forze urbane: polis creativa
un atto coraggioso x un'Italia che cercava di uscire dagli anni di piombo
imposti dopo anni di effervescenza antagonista
e guerrigliera (nel conflitto non solo politico ma anche dei linguaggi e dei comnportamenti)
fu una rivelazione x tutta la politica culturale europea che deve ancora a quei gesti
( a cui partecipai attivamente, ero allora redattore del quotidiano più letti dai giovani romani: Lotta Continua)
uno start fondamentale
ecco tra Barocco e l'Effimero dell'Estate Romana c'è forte contiguità
e riguarda fortemente anche l'emersione della cultura postmoderna e metropolitana d'allora
ma questa è un'altra pista ancora
salve
un piccolo commento
penso a cosa è oggi la memoria, visiva auditiva, non combinatoria ma piuttosto scombinatoria, dispersa tra i frammenti di tempo del reale digitalizzato, frammenti di ascolti e visioni che non si ricomponogono mai
sto riflettendo a proposito di questa idea... in questi tempi frammentati, quello che resta, il residuo mnemonico, venta prezioso e soggetto alla creatività individuale
cia
a presto
Manuel Cecchinato
al di la' delle filologie e delle rigorose epistemologie
un primo pensiero, di getto
(secondo lo spirito del blog...)
penso alla combinazione (ars combinatoria!) della parola Barocco con la parola Effimero
e penso a come alla fine degli anni settanta a Roma
un fulgido assessore alla cultura (Renato Nicolini) inventando l'Estate Romana inaugurò le stagioni dell'iniziativa culturale diffusa
esterna alle istituzioni deputate
si mise in circolo energia partecipativa
ludica e interattiva
nella città
riscoprendone il valore di libero campo di forze urbane: polis creativa
un atto coraggioso x un'Italia che cercava di uscire dagli anni di piombo
imposti dopo anni di effervescenza antagonista
e guerrigliera (nel conflitto non solo politico ma anche dei linguaggi e dei comnportamenti)
fu una rivelazione x tutta la politica culturale europea che deve ancora a quei gesti
( a cui partecipai attivamente, ero allora redattore del quotidiano più letti dai giovani romani: Lotta Continua)
uno start fondamentale
ecco tra Barocco e l'Effimero dell'Estate Romana c'è forte contiguità
e riguarda fortemente anche l'emersione della cultura postmoderna e metropolitana d'allora
ma questa è un'altra pista ancora