Sintesi dell'intervento di Antonio Cassiano al Convegno Atlante Neobarocco, Siviglia, 26-27 novembre 2004
LA PREDICA
Lecce, Chiesa di Santa Chiara, San Francesco Saverio. Superbamente colto nel gesto del muoversi, il santo predicatore interpreta tutta la veemenza e il fervore della sua fede (foto di Maurizio Bottazzo)
Il barocco valorizza gli aspetti sensoriali e dinamici di fronte all’equilibro del Rinascimento.
Il Barocco suppone la accettazione del mondo materiale, la rappresentazione realistica dell’uomo e della natura, la affermazione delle emozioni, la fusione delle arti, determinando nei paesi cattolici un avvicinamento del fattore religioso alla sensibilità dei fedeli.
Ma sotto il naturalismo del barocco si segnala la ricchezza di simboli, contenuti retorici o emblematici, configurando una cultura simbolica d cui conoscere le chiavi per capire il suo significato polisemico.
Questa ambivalenza è evidente nella duplicità di realtà e apparenza, vita e morte, che avrà la sua migliore espressione nel teatro, nel quadro di Vanitas nei momenti funerari.
Motore del neobarocco fu la Controriforma (Weisebach): nel concilio di Trento fu stabilita la necessità di mettere l’arte al servizio della causa cattolica, e questa sottomise la forma al culto, alla liturgia e alla propaganda religiosa.
Ma questo potente mezzo propagandistico fu utilizzato anche dagli stati assolutisti per favorire una condizione di opinioni favorevoli grazie al señuelo di immagini plastiche sublimate da effetti retorici, riflettendo la città, specialmente le città-capitali, dove si pone l’apparato politico – amministrativo dello stato, lo splendore di questo potere, come scenario dove l’architettura, reale o effimera, e l’arte in generale esaltano le scenografie per esaltare i re o le religioni.
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