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Appunti di uno spettatore a Genius Loci di Galatina
Michele Sambin: Teatro, suoni e immagini
Michele Sambin, qui in Puglia abbiamo avuto modo di conoscerlo pochi mesi prima della manifestazione 'Genius Loci': 'le Donne che fecero ballare Dio' trascorsa nella settimana dal 21 al 27 di Giugno a Galatina. In quell'occasione era ospite della città di Lecce che lo ha accolto aprendogli le porte del conservatorio 'Tito Schipa' e li abbiamo potuto apprezzare le sue qualità sia di musicista che di attento sperimentatore di nuove forme di comunicazione tecnica e tecnologica sempre teso alla ricerca del nuovo e dell'inesplorato senza mai perdere di vista ciò che significa Arte. Ma adesso voglio raccontarvi dello spettacolo che ha concluso questa manifestazione sul tarantismo.
L'appuntamento è stato di fronte alla Basilica di Santa Caterina d'Alessandria in piazza Raimondello Orsini dove ci aspettavano gli attori del teatro Tam di Padova capitanati da Michele Sambin che con i loro strumenti musicali ci hanno invitato a seguirli, attraversando le stradine del centro storico fino a ritrovarci tutti nella piazzetta Galluccio di fronte all'ex convento delle Clarisse vicino la chiesa di San Luigi dove la loro creatività ha dato vita ad un coinvolgente 'combattimento' tra strumenti musicali a colpi di accordi e ritmi ossessivi cercando di stringere l'intero pubblico proprio al centro della piazza. Gli attori musicisti infatti partivano dai quattro angoli della piazza accompagnati da alcuni ragazzi dello S.T.A.M.M.S. di Lecce, che portavano sulle spalle con l'ausilio di speciali imbracature che ricordavano delle sedie, le casse per l'amplificazione degli strumenti; ognuno di loro portava anche al fianco di ciascuna cassa una specie di bandiera bianca come quelle che per intenderci i monaci buddisti usano piantare per terra sulle loro colline. Alla fine di questa prima performance siamo stati invitati a seguire gli attori all'interno dell'ex convento dove ci attendeva una guida che ci conduceva per i vari spazi dell'edificio, sino ad arrivare al chiostro, proiettando sui suoi muri immagini in movimento che obbligavano gli spettatori a innumerevoli 'movimenti di testa' per poterne seguire l'azione.
Ecco qui la prima sorpresa: oltre al suggestivo luogo che sembrava accoglierci nello spazio scenico di un quadro metafisico alla De Chirico o alla Dalì, con la splendente luna sotto gli archi, nell'ombra della notte c'era la figura di una donna seduta su uno sgabello di spalle sulla cui schiena nuda veniva proiettata l'immagine di una viola posta al suo fianco che veniva percossa e suonata da due giovani musicisti della compagnia e l'illusione di vedere le loro mani sulle spalle e sulla schiena dell'attrice era molto forte; in un amplesso di suoni e movimenti, riconducibili ad una certa sensualità delle tarantate, non solo come simbolo di puro godimento estetico della vista ma anche dell'udito. Mentre accadeva tutto questo un'altra attrice del teatro Tam aiutata sempre da un proiettore dipingeva col Digital Painting sulle bandiere bianche, prima citate, che posizionate su un piano alto del chiostro alla destra della scena andavano a formare una tela sulla quale l'artista dava vita a geometrie e linee di vari colori che davano all'atmosfera un'aria astratta ma pur sempre tangibile e reale.
Alla fine di questa scena l'artista nuda si rivestiva e ci sollecitava a salire delle scale per posizionarci in una prospettiva alta per meglio assistere alla conclusione dello spettacolo che prevedeva la proiezione sulla pavimentazione del chiostro di un video sulle bellezze viste e nascoste di Galatina nello stile ossessivo e visionario dell'intero spettacolo.
L'esperienza è stata intensa e coinvolgente con Michele Sambin che si è esibito in questa occasione più che come attore come un eccezionale 'direttore d'orchestra' sapendo valorizzare e apprezzare a modo suo le storiche tradizioni della città di Galatina offrendo alla cittadinanza pochi giorni prima della conclusione dell'intero evento di ricerca e studio nel luogo salentino anche uno dei suoi apprezzati lavori da attore musicista dal titolo 'Più de la vita' ispirato alle vicende del personaggio Ruzante.
In questo spettacolo ambiente sonoro e racconto procedevano paralleli grazie alla creazione abile di effetti in playback, amplificazione e digital delay che esaltavano la potenza della sua voce, mescolando i latrati di cani, le urla da caccia e il discorso in un pavanese abbastanza comprensibile.
Riccardo Campana
. _________[28-07 17:51]
con l'intervento di riccardo
s'apre il fronte degli spettatori 'avvertiti'
in particolare quelli che nel Salento seguono i corsi di Ipermedia e Teatro e
Drammaturgia dell'Interattività
del corso di laurea in Scienze e Tecnologie dello Spettacolo all'Università di Lecce
s'apre il fronte degli spettatori 'avvertiti'
in particolare quelli che nel Salento seguono i corsi di Ipermedia e Teatro e
Drammaturgia dell'Interattività
del corso di laurea in Scienze e Tecnologie dello Spettacolo all'Università di Lecce