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di ATLANTE NEOBAROCCO

Sulle rotte del rave

Un testo importante che indaga nuovi stili e nuove tendenze della cultura giovanile e dei nuovi comportamenti organici alla cultura neobarocca ci è sembrato quello di Pierfrancesco Pacoda, Sulle rotte del rave pubblicato nel 2002 da Feltrinelli. Un viaggio che segue le migrazioni internazionali delle tribù dance, tra i rave in India e i super club londinesi, gli eccessi di New York e le piacevolezze della Riviera romagnola. Pubblichiamo di seguito una presentazione del volume a cura di Antonio Cianciotta



Mescolanza degli stili, mutazioni nelle tendenze musicali contemporanee, nuovi orizzonti comunicativi, derive generazionali. Fenomeni di difficile interpretazione, per quanto ci si sforzi nel trovar parallelismi in stagioni passate, disamine appassionanti ed intricate, spaccati di vita giovanile, testimonianze d’oggi, sparse fra eccessi e disincanti. Pierfrancesco Pacoda, critico musicale e saggista, attento cultore delle evoluzioni della club culture, vicino per sensibilità alle inquietudini della strada, s’interroga in prima persona 'Sulle Rotte Del Rave', riportando le cronache di eventi, suoni e colori, fra piste sudate e locali alla moda, raccontando di isole perdute ma gravide di vita e decibel o di nervose periferie ai bordi delle metropoli. Un vero e proprio reportage sull’ultimissimo girovagare delle tribù della musica. Il dee jay solo apparentemente è il vero protagonista, scandendo tempi, modi e traiettorie di tali fenomeni. In realtà questa nuova figura d’artista è piuttosto un catalizzatore, che annoda i fili di un senso comunitario e di appartenenza, espresso dall’insieme dei sostenitori di queste scene. Stati d’animo, passioni musicali, preferenze estetiche e culturali, di ogni singolo, che si sintetizzano di colpo in stili di vita. Ibiza, Goa, Londra o Ayia Napa, San Paolo, India, Chicago o New York, molteplici le coordinate geografiche, i generi musicali esplorati (house, techno, tech-house, trance, goa, d’n’b, uk garage, chill out, asian beat, nu jazz, elettronica, miami bass), con la scelta di privilegiare i luoghi piuttosto che gli stili (ma tutto questo vive anche fra le quattro mura di una semplice cameretta). Un testo ben scritto ed interessante, nel quale ad un approccio sociologico insistito si preferisce un’analisi 'soft', tenendo la scrittura in equilibrio tra competenza musicale, informazione culturale e condivisa partecipazione.



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