kiscia
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spedito il 6-3-2007 alle 16:33 |
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chiara
percezione condivisa
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kiscia
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| spedito il 6-3-2007 alle 16:47 |
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kiscia ha allegato questa immagine:
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kiscia
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| spedito il 6-3-2007 alle 17:00 |
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Ise pimena mai krasì ma t'ala
Na dì to sòma-su pos su tianidzi?
Su cete iospu cete mia karkara
Ce to lisarin asvesti juridzi.
Ius ene mia gapi naturala:
Cete ce chònete c'è choridzi.
Agapi a tti pianni mes negrù,
O Kristò na skansei us kristianù.
chiara
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kiscia
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| spedito il 6-3-2007 alle 17:05 |
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teatro come vita facendo riferimento al geoblog
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cyborg
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| spedito il 6-3-2007 alle 17:15 |
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mah......!
cyborg ha allegato questa immagine:
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ale.futura
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| spedito il 6-3-2007 alle 17:15 |
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ale.futura
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| spedito il 6-3-2007 alle 17:18 |
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kiscia
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| spedito il 6-3-2007 alle 17:19 |
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chiara
spiazzamento su :
taranta
salento
performin media
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kiscia
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| spedito il 6-3-2007 alle 17:27 |
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"nuovo ambiente" dove si può avere maggior libertà,sfruttabile anche per
una trasmissione della cultura
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carlo
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| spedito il 6-3-2007 alle 17:27 |
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ecco l'qpprofondimento
quote: Originariamente scritto da dariosaj
mi piace molto anche l'espressione
agire nella visione
è evocativa e molto potente a mio avviso
ecco una riflessione su Agire nella Visione
Cambiano le regole del gioco percettivo. Cambiamo i paradigmi, ovvero quei
modelli di interpretazione che oggi vengono fortemente ridefiniti dai nuovi
comportamenti espressi dal valore d’uso delle tecnologie digitali. L’idea
stessa di rappresentazione visiva, per esempio, viene radicalmente messa in
discussione all’interno della condizione immersiva vissuta in un ambiente
virtuale, un videogame o uno scenario di Second Life o di Mondi Attivi
(http://www.mondiattivi.com ). O la stessa Google Earth.
Eppure, ad eccezione di alcune occasioni, come quella offerta annualmente a
Linz per Ars Electronica, sono pochi i momenti in cui riflettere su questi
aspetti che vanno considerati meno intellettuali di ciò che appaiono, anche
perché possono essere in grado di aprire nuovi fronti di progettazione e
partecipazione allo sviluppo della Società dell’Informazione.
In questa direzione, nell’ambito di Virtuality , purtroppo sbilanciata
sull’ovvietà degli effetti speciali cinematografici, s’è creata
un’occasione di buona densità teorica, promossa da MIMOS (Movimento
Italiano di Modellazione e Simulazione) e Performing Media Lab. Mentre un
altro è previsto all’Università di Lecce il 24 novembre, per un convegno
promosso dal Dipartimento di Scienze Sociali e della Comunicazione, dal
titolo “La vita on line. Strategie di costruzione del sé in rete”
http://www.pic-ais.it. />
--
In entrambe queste occasioni di dibattito emerge il concetto nuovo di
“azione nella visione”, ovvero di come s’interagisce con uno scenario
immateriale in cui si stabiliscano relazioni, sentimentali o produttive che
siano.
Oggi, dopo le “meraviglie” del virtuale nei primi anni novanta, abbiamo un
rapporto ordinario con le realtà virtuali: attraverso programmi di
modellizzazione tridimensionale ormai standard è possibile abitare ambienti
virtuali da condividere on line, dove grazie alla diffusione della banda
larga sta trovando luogo una nuova diffusione del virtuale come condizione
di comunicazione interattiva ed immersiva. Il salto paradigmatico è in
questa nuova coscienza: saper vivere ed interagire in ambienti simulati
esperienze reali, “abitando” spazi-tempo digitali.
Nell'immersione sensoriale all' ”interno” di un ambiente virtuale accade
infatti qualcosa di molto preciso: si è dentro. Non si sta a guardare, si è
lì, non c'é punto di vista prospettico a mediare.
E' a questo punto che si stabilisce il valore dell'esperienza: si agisce.
Quel nostro cliccare è un atto che produce effetti, feedback precisi. Non
c'é più punto di vista ma “punto di vita”: in quell' ambiente digitale si
esiste, opera qualcosa di noi. Una nostra estensione, un nostro doppio, un
avatar.
Il nostro essere dentro l'ambiente digitale esprime così un “punto di vita”
che ci permette di agire nella visione. Ecco: agire nella visione, è questo
il concetto che sottende un nuovo paradigma sia della rappresentazione sia
della comunicazione nella condizione evoluta delle reti.
Un buon punto di partenza per una riflessione che non riguarda solo le
poetiche ma anche le politiche produttive dei nuovi assetti della Società
dell’Informazione.
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tightrope
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| spedito il 6-3-2007 alle 17:28 |
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Tag chiave
Rete come spazio pubblico
Entratre nella rete e fruirne con la stessa facilità e naturalezza con cui
attraversiamo qualsiasi spazio pubblico, come una piazza o una strada...
AVVERTENZA: non prendersi troppo sul serio
http://www.performingmedia.org
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N40ko
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spedito il 6-3-2007 alle 17:33 |
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tecnologia
http://www.museoscienza.org/default.asp
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ale.futura
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| spedito il 6-3-2007 alle 17:34 |
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PerformingMedia.
Se eliminiamo la parola, il costume, il proscenio,
le quinte, la sala, finchè rimane l’attore e i suoi movimenti,
il teatro resta teatro”.
(Vsevolod E. Mejerchol'd)
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carlo
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| spedito il 6-3-2007 alle 17:36 |
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altro approfondimento
quote: Originariamente scritto da tightrope
Rete come spazio pubblico
Entratre nella rete e fruirne con la stessa facilità e naturalezza con cui
attraversiamo qualsiasi spazio pubblico, come una piazza o una strada...
www.performingmedia.org
questo è il testo che è stato pubblicato su NOVA-Sole24Ore del
15.02.007
La scommessa principale in atto per quanto riguarda l’Innovazione nel
nostro paese è direttamente proporzionale alla capacità d’interpretare la
Società dell’Informazione per ciò che può diventare: il nuovo spazio
pubblico, quello di una “polis” fatta da informazioni prodotte dall’azione
degli uomini che vivono e usano la rete come opportunità di relazione.
Questo è uno dei temi che verrà trattato il 15 febbraio a Verona, in
occasione della presentazione del portale del Comune (all'Auditorium della
Gran Guardia, ore 16 http://portale.comune.verona.i... ), in una tavola
rotonda che non si limiterà a trattare di e-government.
E’ nella capacità d’inscrivere l’informazione all’interno dello scambio
sociale che si potrà riequilibrare una situazione in cui sia la
comunicazione sia la tecnologia procedono in senso univoco: con un’offerta
che non tiene conto della domanda.
L’evoluzione del web con il fenomeno del blogging lo ha dimostrato, a
“produrre” l’informazione non sono più solo gli specialisti (giornalisti e
autori) bensì quegli utenti dei sistemi informativi che, attraverso
l’approccio interattivo, esprimono il loro diritto-dovere di
cittadinanza.
E' di politica, quella vera, che si tratta. E' di condivisione dello spazio
pubblico rappresentato dalle reti: l'infrastruttura della società in
divenire. Perché sia chiaro: senza società niente mercato.
L’utente della società dell’informazione deve trovare il modo per portare
con sé, dentro la rete globale, la dimensione locale della propria
soggettività e della propria comunità, per dare forma alla coscienza
dinamica della propria partecipazione attiva.
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E' qualcosa che è già nell’aria da tempo nella cultura digitale ma che deve
ancora compiersi nell’assetto generale della “res” pubblica ed è per questo
che è decisivo saper guardare alle nuove generazioni. Sono loro i futuri
soggetti attivi di una socialità nuova che darà forma e sostanza alla
figura che è ben definita da uno dei soliti neologismi: prosumer, il
produttore-consumatore d’informazione.
Senza questa attenzione qualsiasi portale web apparirà come uno di quei
gran portali di ranch visti nei film western degli anni Sessanta: una
grande impalcatura con il deserto dietro.
La fortuna delle piattaforme di social networking dimostra quanto sia
possibile rilanciare una strategia di comunicazione pubblica che sia in
grado di tradurre l’interattività in nuova forma d’interazione sociale e
anche, diciamolo, emozionale. Per accostare all’auspicata società dei
saperi anche una società dei pareri.
Le strutture relazionali della società di massa (amplificata dai
mass-media) sono logore e necessitano un radicale ripensamento a partire da
un più preciso orientamento della comunicazione verso target particolari,
dai gruppi d’interesse alle diverse comunità della società multiculturale,
fino alle fasce generazionali, pensionati o adolescenti che siano.
E’ da considerare però che non è una questione di nuove funzionalità.
Non è infatti solo un fatto di servizi più evoluti, di soddisfazione dei
bisogni, bensì di strategia di comunicazione pubblica che solleciti il
desiderio di mettersi in gioco: di partecipare a piattaforme web che
sappiano fidelizzare e valorizzare il feedback dei cittadini on line.
Perché si renda esplicito quanto la rete possa essere spazio pubblico.
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elek
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| spedito il 6-3-2007 alle 17:37 |
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wikipedia
TECNOLOGIA
La tecnologia è l'ambito multidisciplinare di ricerca e sviluppo di
soluzioni, legate soprattutto ai processi produttivi. Il termine deriva dal
greco "tekhnologhia"
(τεχνολογία , letteralmente
"discorso sull'arte".
http://it.wikipedia.org/wiki/Tecnologia
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Gus
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| spedito il 6-3-2007 alle 17:39 |
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Tag Chiave
Wirless: senza cavi siamo liberi di muoverci senza impicci con la
possibilità di accedere a tutto l' iper spazio..... la proiezione mentale
del nostro io digitale
http://www.thesims.multiplayer.it
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carlo
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| spedito il 6-3-2007 alle 17:39 |
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le tag nel videoblog
che è stato realizzato x la Notte della Taranta
http://www.performingmedia.org/lab/salento/
... ci clicchi sopra e si aprono le pagine ad hoc, sia con video sia con
podcast audo
provate ad immaginare una procedura simile x un festival teatrale...
superando la logica delle recensione degli spettacoli ma raccogliendo gli
"echi" che il teatro produce...
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eliostropos
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| spedito il 6-3-2007 alle 17:41 |
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parola chiave
videoteatro:teatro dello sguardo
www.andreabalzola.it/teatro/testi_teorici/pages/VideoTeatro%201992%20testo.
htm - 3k
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carlo
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| spedito il 6-3-2007 alle 17:43 |
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il diagramma di flusso
o meglio
la Mappa Concettuale delle nostre parole chiave
la facciamo domani... iniziamo a raccoglierle e a precisarle
come s'è fatto qui nel blog di teatron
http://www.teatron.org/blog
(andate in fondo al post AREAREA)
tenete conto che questo forum sarà su x sempre
domani, oltre a questo training di scrittura connettiva sul nostro percorso
cognitivo
ci misuriamo anche con qualche tag ispirata allo "Jago" di Latini a Teatro
San Martino
ve ne lancio una:
- Falso
un buon approfondimento (introdotto da un'animazione flash di una citazione
nicciana) sul tema dell'alterità
una delle TAG che preferisco
è qui
http://www.teatron.org/dioniso/index.html
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cyborg
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| spedito il 6-3-2007 alle 17:50 |
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azione visiva = azione non agente
in che termini la nostra azione è misurabile in ambito "digitale"?
un click è un'azione e se tale in che modo si "disperde" in rete?
http://gandalf.it/offline/off47.htm
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dariosaj
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| spedito il 6-3-2007 alle 17:51 |
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altrove
nuova tekne
esercitare la tecnologia in funzione dell'apprendimento e della
comunicazione sociale (deriva neurologica o multitasking congenito?)
http://www.innernet.it/geoxml/contentgetnews/%7BB816A135-BAC5-D811-8ED5-002
0ED185190%7D.htm
(preciso che non condivido appieno l'articolo del link ma posto un
versetto:
"Rastak sostiene che la civiltà contemporanea sta inducendo profonde
modifiche nella struttura stessa del nostro cervello, costretto a
sviluppare enormemente la parte razionale, basata sul linguaggio, a
discapito di quella più “vecchia” e profonda, sede delle nostre emozioni di
base")
invece concordo pienamente: il teatro come il sesso (catartico cosa avete
capito?)
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eliotropos
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| spedito il 6-3-2007 alle 17:51 |
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parola chiave
videoteatro:teatro dello sguardo
http/www.andreabalzola.it/teatro/testi_teorici/pages/VideoTeatro%201992%20t
esto.htm
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salen-TO
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spedito il 6-3-2007 alle 19:17 |
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domanda
aspetto i vari argomenti che tratterete domani.....ma qui o sulla mia
email?
chiccasti14@libero.it............
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carlo
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| spedito il 7-3-2007 alle 14:59 |
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falsi problemi
quote: Originariamente scritto da kiscia
a mio avviso impigrisce e nn sviluppa un senso critico
coa la scrittura?
la rete?
non perdiamoci nei falsi problemi
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Guiding Light Lover
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| spedito il 7-3-2007 alle 16:38 |
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tre parole chiave....
1. teatro come luogo che può dissetare l'anima o prosciugare il cuore a
seconda del contesto
2. la musica come linguaggio universale
3. internet come luogo per "incontrare" chi sta all'altro capo del mondo
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